Obbligo di istruzione
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L'Obbligo di Istruzione
La legge 6.8.2008, n. 133 (di conversione del decreto-legge n. 112/2008) ha parzialmente modificato le precedenti disposizioni della legge 296/2006, art. 1 comma 622, concernenti l'innalzamento dell'obbligo di istruzione.
L'art. 64, comma 4bis, infatti, consente di assolvere l'obbligo di istruzione, oltre che nei percorsi scolastici, anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al Capo III del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e - fino alla completa messa a regime delle disposizioni contenute nel predetto decreto - anche nei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui all'Accordo del 19.06.2003 realizzati da strutture formative accreditate ai sensi del D.M. 29-11-2007.
Nel mese di settembre 2007 il Ministro Fioroni ha affermato che in Italia il 20.6 % dei ragazzi esce dal sistema di istruzione e formazione senza né diploma né qualifica professionale e 19.000 "scompaiono" dopo essersi iscritti al primo anno superiore. Per il Ministro questi sono tassi di "dispersione fisica e mentale" non più tollerabili e l'ascensore sociale è fermo al garage, al piano -1: il sistema formativo italiano deve saper intercettare questa fuga fisica e mentale se vuol far tornare quell'ascensore a salire. Per questo con l'obbligo di istruzione, l'Italia punta all'Europa facendo proprie le competenze chiave per l'apprendimento permanente indicate dall'Ue il 18 dicembre 2006.
Il regolamento sul nuovo obbligo di istruzione 22 agosto 2007 (G.U. n. 202 del 31 agosto 2007) contiene le indicazioni nazionali sulle competenze e i saperi che tutti i giovani devono possedere a sedici anni, indipendentemente dalla scuola che frequentano.
L'obbligo di istruzione non significa che gli studenti possano smettere di studiare a 16 anni. Tutti i giovani devono continuare a studiare fino a 18 anni per conseguire un titolo di studio o almeno una qualifica professionale (resta valido il diritto-dovere all'istruzione e formazione fino a 18 anni). In Italia il 20.6% di giovani tra i 18 e i 24 anni esce dal sistema di istruzione senza né qualifica né diploma ed è in possesso della sola licenza media. Un dato superiore alla media europea e ancora lontano dall'obiettivo del 10% fissato a Lisbona 2000. Gli anni più a rischio sono il primo e il secondo della scuola secondaria di secondo grado (con una media di 18.2% di bocciati al primo anno e di 13.1% al secondo anno), con punte del 30% nelle prime classi degli istituti professionali. Solo nello scorso anno scolastico più di 19mila alunni di prima e seconda non sono stati scrutinati per interruzione non formalizzata degli studi: abbiamo cioè 19.000 "fantasmi". L'obbligo di istruzione è uno strumento in più per un maggiore impegno ad educare (e non solo ad istruire) i giovani.
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